Mac App Store: cosa non va?

Per la serie “non è tutto oro quel che luccica”, dopo il meglio del Mac App Store passiamo alle note dolenti. Cos’è che ancora non va con il nuovo store di app per Mac? Cosa poteva essere fatto meglio?

A voi il peggio del Mac App Store.

  • Prezzi esagerati. Se da un lato il Mac App Store consente di risparmiare su alcune applicazioni, dall’altro propone a prezzi esagerati dei semplici porting da iOS. Basti pensare a Angry Birds i cui sviluppatori hanno attuato la stessa strategia della versione per iPad: stessi livelli della versione iPhone e prezzo da 0,79€ a 3,99€ per un semplice aumento di risoluzione. La stessa cosa è applicabile a quasi tutti i porting da iOS ma anche ad altri software come alcuni client per Twitter disponibili a più di 10€ in barba alla versione ufficiale gratuita lanciata ieri.
    Con riferimento alle sole piccole applicazioni, la sensazione è che questi prezzi possano limitare il flusso di vendite, cosa tra l’altro già accaduta su iPad.
  • Mancata integrazione con altri metodi di installazione. Il Mac App Store sembra non riconoscere le app già presenti sul Mac e acquistate su altri canali eccezion fatta per i software Apple registrati e per poche altre app come Transmit. Alcuni sviluppatori, come quelli di Pixelmator, consigliano di riacquistare l’app promettendo aggiornamenti gratuiti alle versioni successive. Vedremo se a lungo andare la cosa verrà risolta.

  • E la disinstallazione? Che fine ha fatto? È incredibile che Apple abbia fatto enormi sforzi per il lancio del Mac App Store senza pensare a un metodo di disistallazione delle app direttamente dal negozio. Per cancellare un’app è ancora valido il vecchio sistema: trovarla nella cartella Applicazioni e trascinarla nel cestino.
  • Requisiti minimi? Snow Leopard o superiore. E fu così che Apple si dimenticò degli utenti Leopard. È chiaro che il Mac App Store è stato presentato come una nuova funzione di Lion e che il lancio per Snow Leopard è servito solo a farlo avviare per bene prima dell’arrivo del nuovo Mac OS, ma era così impossibile rendere disponibile una versione Leopard-compatibile? Almeno per gli utenti Intel.
  • I grandi assenti. Apple ha dichiarato di aver aperto il Mac App Store con più di 1000 app ma quelle che si notano di più sono quelle che mancano. Niente Adobe Photoshop, anzi, niente Adobe e basta. Niente Microsoft Office e nemmeno Messanger. Niente Skype né web browser alternativi come Firefox e Chrome.
    È chiaro che Apple deve spingere al massimo per convincere le software house ad accettare le sue condizioni ma è anche chiaro che chi è abituato a guadagnare il 100% non si può accontentare del 70%.

[via Applesfera]

 

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