Mac App Store: Falla per i pirati?

Una falla di Mac App Store renderebbe fin troppo semplice piratare i software scaricati sul nostro Mac. Secondo Daring Fireball, infatti, il nuovo store lanciato ieri da Apple non sembra essersi preoccupato troppo della protezione dei software, tanto da rendere possibile il riutilizzo di una licenza con il semplice copia-incolla di un file

crack mac app store

Una falla di Mac App Store renderebbe fin troppo semplice piratare i software scaricati sul nostro Mac. Secondo Daring Fireball, infatti, il nuovo store lanciato ieri da Apple non sembra essersi preoccupato troppo della protezione dei software, tanto da rendere possibile il riutilizzo di una licenza con il semplice copia-incolla di un file. L’utente non dovrà far altro che scaricare una versione di prova di un software da siti alternativi a Mac App Store, associare la chiave scaricata acquistando una volta sola lo stesso software da Mac App Store e il gioco è fatto. Non si può dire che questa sia una vera e propria falla: i “piccoli pirati” sanno bene quanto sia facile recuperare i serial code su Internet, e la procedura descritta da Daring Fireball è molto simile.

A differenza di quanto accade su App Store per iPhone, Apple si è rivelata molto “morbida” nel sistema di approvazione, non obbligando gli sviluppatori ad integrare la tecnica antipirateria suggerita. In altre parole l’azienda ha detto agli sviluppatori cosa fare per evitare di essere vittime di un’estrazione troppo semplice delle chiavi d’acquisto, ma non veglia sull’implementazione di questi consigli, lasciando libertà d’iniziativa. Il sistema previsto da Mac App Store può abbinare una chiave d’acquisto al codice identificativo di un download, per evitare che una chiave possa essere “riciclata” da più utenti.

Tra le applicazioni che non fanno questa verifica c’è anche il popolarissimo gioco Angry Birds: l’applicazione verifica che sia presente una licenza valida di Mac App Store, ma non controlla che quel codice appartenga a quella specifica versione dell’applicazione. Addirittura basta un licenza dell’applicazione Twitter (gratuita) per far funzionare una copia a pagamento di Angry Birds.

Alcuni sviluppatori, come Nik Fletcher di Realmac Software, si sono detti sorpresi della mancata applicazione da parte dei colleghi del sistema antipirateria, ricordando che Apple: “Ci ha dato possibilità, con buon anticipo, di testare il sistema”.

Per gli sviluppatori che non volessero rischiare troppo, comunque, Alexy Curlyo ha pubblicato il codice da utilizzare per abbinare una ricevuta d’acquisto a un download, evitando così un riciclo eccessivo delle licenze d’uso. Nel frattempo l’hacker Dissident, volto della pirateria su iOS, ha già annunciato piani per rendere difficile la vita anche a Mac App Store.

Quali saranno le reazioni dei prossimi mesi? In realtà una lotta ai sistemi di pirateria sarebbe un’inutile perdita di tempo. Tutto quel che è digitale può essere sbloccato e “rubato”. L’unica soluzione per vendere beni digitali sta nella facilità d’acquisto, nella qualità e nella fidelizzazione degli utenti. Tutti ingredienti che sembrano ravvisabili nel futuro di Mac App Store.

Fonte: melablog.it

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