Calano le azioni Apple a causa del ricovero di Steve Jobs?

È stata una voce su Job ricoverato in ospedale per provocare un breve ma sostanzioso affondamento delle azioni di Apple. A lanciare la tesi dell’indiscrezione su un peggioramento dello stato di salute del CEO di Apple è il sito Stock Tick  Tock un sito indipendente che si occupa di finanza.

In base a quanto ricostruito dall’osservazione dei siti di social network e di alcuni forum pare che la voce sia nata in un thread di Yahoo dove i messaggi non sono moderati. Una seconda ipotesi è che l’indiscrezione si sia diffusa attraverso Twitter.

Twitter o Yahoo che sia, l’oscillazione da 360$, nuovo record storico di Apple, a 348$, minimo di giornata è amplissima e come nota Andy Zaky di Bullish Cross in una email a Fortune, molto sospetta. « Quello che è successo – dice Zaky in una email inviata a Fortune riferendosi ad un passaggio per AAPL da 351,70 dollari a 349 dollari in qualche secondo – non è normale. È successo qualche cosa, questo è certo. Non si tratta di un evento che succede senza una motivazione». Anche i volumi scambiati nei minuti del crollo suscitano sospetti e punti interrogativi; secondo Reuters in 4 minuti sono stati scambiati 4 milioni di pezzi, portando le azioni AAPL da 355 a 349 dollari; 4 milioni di azioni sono una significativa porzione dei 33 milioni (oltre il doppio della media giornaliera) che sono passati di mano nel corso della giornata.

La voce di Jobs in ospedale contrasta con quella di un Jobs in buona salute, fisicamente tonico e con un largo sorriso stampato in faccia mentre parlava con qualcuno al telefono, scorto a Cupertino la scorsa settimana. In quel caso era stato Matthew Cross, un consulente di grandi banche e scrittore, capitato alla sede di Apple per consegnare un libro autografato a Jonathan Ive, a vedere Jobs apparentemente di ottimo umore uscire dall’edificio con passo svelto e, parlando con voce ferma al suo iPhone, infilarsi in macchina.

Alcuni analisti non escludono neppure che il calo sia dovuto alla ridotta lunghezza delle code di fronte ai negozi Verizon ed Apple per il lancio di iPhone 4 nell’offerta del principale operatore mobile americano. È di questa l’opinione Dave Rovelli, Managing Director dell’US Equity Trading di di Canaccord Adams. Secondo Rovelli: «L’indiscrezione ha avviato i programmi di scambio che si basano sugli calcoli algoritmici che a loro volto si sono intersecati con gli ordini che partono quando si tratta di ridurre le perdite e il processo ha subito un’accelerazione. Ma calcolare il successo di un prodotto misurando le code di fronte ad un negozio è un’operazione stupida».

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